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CHIESA DI SANTA MARIA DELL’ORAZIONE E MORTE

RESTAURO DEGLI APPARATI DECORATIVI INTERNI La chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte, situata in Via Giulia, tra l’arco Farnese e l’adiacente Palazzo Falconieri, fu eretta dalla confraternita omonima nel 1573 insieme all’oratorio annesso. Tale confraternita aveva come scopo quello di dare sepoltura ai morti, trovati in campagna o annegati nel Tevere, senza identità o comunque che non potevano ricevere degne esequie. La chiesa originaria era a navata unica, rettangolare. Poiché era troppo angusta, fu riedificata nel 1737 da Ferdinando Fuga e consacrata sotto i titoli del Santissimo Crocifisso e della Beata Vergine da Cristoforo d’Almeida, arcivescovo di Perge, il 20 ottobre 1738. Il Fuga contemplò la Demolizione della vecchia chiesa cinquecentesca e la realizzazione al suo posto di un nuovo impianto, a forma ellittica, con l’asse maggiore perpendicolare alla facciata, allineata su via Giulia. Sul perimetro dell’ellisse furono aperte quattro cappelle radiali, poco profonde, chiuse da semicolonne sormontate da un timpano triangolare che conferiscono un andamento leggermente concavo-convesso all’impianto. Oltre alla chiesa, vennero costruiti anche un oratorio e un vasto cimitero, in parte sotterraneo ed in parte sulle rive del Tevere, cimitero che fu quasi completamente distrutto nel 1886 con la costruzione dei muraglioni del Tevere. L’interno presenta diverse opere notevoli: Sant’Antonio Abate e San Paolo di Tebe e San Simeone Stilita, affreschi distaccati di Giovanni Lanfranco; una copia del San Michele Arcangelo di Guido Reni; all’altare maggiore la Crocifissione di Ciro Ferri (1680 circa); Riposo in Egitto di Lorenzo Masucci (1750). Ma soprattutto è da menzionare la cripta sotterranea, un tempo cimitero della confraternita dove furono inumate dal 1552 al 1896 più di 8000 salme. Oggi si presenta come un ossario, dove tutto (decorazioni, sculture e lampadari) è fatto con ossa e scheletri; nell’Ottocento serviva da scenografia per le sacre rappresentazioni che si avvalevano di statue di cera a grandezza naturale. La facciata corrisponde al progetto di Fuga; si distinguono due partizioni, una orizzontale che prevede una suddivisione in due ordini sovrapposti, sormontati ciascuno da un timpano curvilineo, di cui quello inferiore spezzato, per poi essere definita superiormente da un timpano triangolare di coronamento, e una verticale che prevede una parte centrale più dilatata, comprendente inferiormente la bucatura d’ingresso, racchiusa da un timpano semicircolare, e superiormente, un finestrone centrale con balaustra. Ai lati dell’ingresso due colonne in successione ravvicinata sono chiuse lateralmente da una parasta. Il campanile, coronato in sommità da una clessidra e dalla croce, si erge sul tiburio della cupola, ma collocato in posizione arretrata rispetto alla facciata.
Scheda catalografica cantiere
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