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IPOGEO DEGLI OTTAVI E NINFEO DELLA LUCCHINA

RESTAURO DELLE MURATURE, CONSOLIDAMENTO DEI RIVESTIMENTI PARIETALI E PAVIMENTALI, SCAVO STRATIGRAFICO, ADEGUAMENTO IMPIANTISTICO E VALORIZZAZIONE L’Ipogeo degli Ottavi, così denominato dalle iscrizioni sulla fronte dei sarcofagi ivi rinvenuti, venne scoperto nel 1921 durante l’edificazione di alcuni villini, presso il km 9 della via Trionfale. Per il clamore della scoperta, la località prese il nome di Ottavia, dal gentilizio della famiglia sepolta nell’ipogeo. Vi si accede dal villino al civico 73 di via della Stazione di Ottavia, viabilità che ricalca un antico asse viario secondario, il quale, straccandosi dalla via Triumphalis all’altezza del VI miglio, si inoltrava verso ovest fino a raccordarsi con la via Cornelia. La costruzione dell’Ipogeo risale alla prima metà del III secolo d.C., come indicato dalla datazione dei sarcofagi e delle pitture, fra queste la più nota è l’affresco del viaggio nei Campi Elisi che evoca la morte della giovanissima Octavia Paulina. Il Ninfeo della Lucchina (anche detto Ninfeo di Selva Candida) venne in luce nel 1990 durante i lavori per la realizzazione dell’area di servizio Selva Candida interna presso il km 8,700 del Grande Raccordo Anulare in occasione dei Mondiali Italia ‘90. L’edificio, a pianta centrale, semi-ipogeo, faceva parte di una villa suburbana con continuità insiediativa dal I secolo a.C. al IV secolo d.C. Un corridoio lungo 8 m e largo 1,5 m, coperto a volta, decorato da affreschi e mosaici pavimentali, immette in una rotonda del diametro di 5,20 m conservata per un’altezza massima di 4,30 m. Nel corso dello scavo vennero recuperati reperti di notevole interesse: frammenti di riquadri musivi policromi a piccole tessere di calcare e paste vitree (emblemata), sculture in marmo, tra cui una testina di Apollo, un torso maschile, un sostegno con pelle leonina attribuibile a Eracle. L’intervento PNRR prevede il restauro degli apparati decorativi dei monumenti al fine di salvaguardare e valorizzare i due siti in previsione della loro riapertura al pubblico. I lavori comprendono inoltre la coibentazione delle aperture in entrambi i siti e l’installazione di nuovi impianti elettrici. Presso il Ninfeo della Lucchina, lo scavo archeologico consentirà l’individuazione e la documentazione della originaria rampa di accesso al monumento ricavata nel banco tufaceo.
Scheda catalografica cantiere
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