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PALAZZO CESI

RESTAURO DEL PORTALE, VERIFICA DELLO STATO DELLA FACCIATA E COSTITUZIONE DI UN ITINERARIO TEMATICO DELLA ROMA PICTA Il Palazzo fu fatto costruire dai Gaddi, ricca famiglia di mercanti fiorentini, già affermatasi in Roma sin dal ‘400. L’autore è rimasto, purtroppo, ignoto. Attraverso una riproduzione custodita nel Museo “Albertina” di Vienna, è possibile farsi un’idea delle mirabili decorazioni, con affreschi a chiaroscuro e graffiti, che impreziosivano la facciata su via della Maschera d’Oro, successivamente andate in rovina e irrimediabilmente perdute in quanto ricoperte con vernice. Il palazzo passò, successivamente, ai Rossi di San Secondo. Poi, nel 1567, il Conte Sigismondo De Rossi di Sansecondo lo rivendette ad Angelo Cesi, figlio di Giangiacomo Cesi e di Isabella di Alviano. Dai Cesi venne, quindi, dato in locazione nel 1570 a D. Ugo Boncompagni, che lo occupò fino alla sua elezione al soglio pontificio (col nome di Gregorio XIII), dopodiché tornò nella disponibilità della famiglia Cesi. Le successive vicende dell’edificio, che da allora assunse la denominazione di Palazzo Cesi, lo videro ceduto nel 1798 ad Ulisse Pentini, quindi acquistato dal barone Camuccini (figlio del celebre pittore Vincenzo), che nel 1855 lo rivendette ad un nobile britannico, il duca di Northumberland. Fu poi ceduto ai Santarelli e, infine, nel 1929, al signor Salvatore Buffardi. Nel 1940, in seguito ad esproprio, il palazzo passò al Ministero della Guerra, per essere adibito a sede del Tribunale Militare di Roma. Oggi accoglie il Consiglio della Magistratura militare e gli Uffici giudiziari militari superiori.
Scheda catalografica cantiere
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