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VILLA ANAGNINA

RESTAURO E CONSOLIDAMENTO DELLE STRUTTURE , VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE

MUNICIPIO VII VIA BELCASTRO, VIA DI CAMPO ROMANO E VIA ANAGNINA

Nel cuore di un quadrante periferico della città, stretto tra Via Belcastro, Via di Campo Romano e Via Anagnina, si trova un’area archeologica che, in apparenza modesta, racconta in realtà una lunga e affascinante storia di occupazione del territorio, organizzazione economica e vita quotidiana nel Latium vetus. Qui, a ridosso dell’antica Via Latina affiora una villa romana di dimensioni considerevoli, frequentata tra il IV e il I secolo a.C., quando Roma era ancora una repubblica, ma già ambiva a diventare padrona del Mediterraneo. La villa si articolava in due poli ben distinti, specchio fedele delle esigenze della classe dirigente romana: da un lato, l’impianto residenziale, decorato con mosaici pavimentali e ambienti rifiniti da intonaci colorati, testimonianza di un gusto raffinato e di un certo livello di agiatezza; dall’altro, l’area rustica e produttiva, individuata grazie a una fitta rete di canali a cielo aperto, cunicoli sotterranei e pozzi, indizi evidenti di una gestione agricola razionale. Ma il sito ha restituito anche un altro tassello della complessa stratigrafia della memoria romana: due tracciati viari scavati nel banco tufaceo, probabilmente in uso già in epoca medio-repubblicana. In prossimità di uno di questi percorsi si trova un piccolo nucleo funerario, con sei tombe, tra cui un sarcofago infantile in marmo, databile al III secolo d.C. Ma sono i ritrovamenti a est di Via Anagnina a offrire il quadro più articolato della continuità d’uso del sito: quattro nuclei di sepolture, due mausolei, una cava con impianti di canalizzazione idraulica, una grande vasca rettangolare — probabilmente destinata a usi agricoli o rituali — e un’altra villa, anch’essa residenziale. Un complesso che abbraccia un arco cronologico che va dalla fine del I secolo al II secolo d.C., quando l’Impero romano era all’apice della sua espansione, e Roma si presentava al mondo come capitale universale di civiltà. All’interno di questo cantiere archeologico , sono emerse anche statue marmoree di notevole pregio, oggi esposte all’Antiquarium di Lucrezia Roma: opere che un tempo ornavano gli spazi della villa. Il progetto, finanziato con fondi PNRR, prevede oggi non solo la conclusione degli scavi e il restauro delle strutture e dei mosaici pavimentali, ma anche la realizzazione di percorsi accessibili, affinché il sito possa essere restituito alla città come parco archeologico urbano. Un’occasione rara e preziosa, in cui passato e presente si intrecciano nel segno della conoscenza, della tutela e della condivisione.

Completato

Codice Unico di progetto
F89D22001470006
Responsabile del procedimento
DOTT.SSA ANGELINA DE LAURENZI

Finanziamento
CAPUT MUNDI. NEXT GENERATION EU PER GRANDI EVENTI TURISTICI
Importo finanziamento
320.000,00 EUR
Importo lavori
157.000,00 EUR

Inizio lavori
SETTEMBRE 2024
Fine lavori
LUGLIO 2025

Direttore dei lavori
ARCH. ALESSANDRA CENTRONI
Progettista delle opere
ARCH. ALESSANDRO CARUSO
Coordinatore della sicurezza
ARCH. CATERINA DI GIORGIO
Impresa appaltatrice
EDIL TAURUS S.R.L.

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