Una sede istituzionale di prestigio, due tavole rotonde che hanno aperto confronti e riflessioni a lungo termine, un tema centrale di stretta attualità per il presente e per il futuro: la Soprintendenza Speciale di Roma è stata tra gli istituti protagonisti del convegno Riusare per rigenerare che si è tenuto presso la Biblioteca della Camera dei Deputati Nilde Iotti.
Con il saluto introduttivo del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè in collegamento da Tokyo, del sottosegretario del Mef Lucia Albano e del sottosegretario del MiC Giampiero Cannella, si sono succeduti gli interventi tematici con gli addetti ai lavori. A rappresentare la Soprintendenza Speciale è stata l’architetto Alessandra Fassio che ha portato il saluto della Soprintendente Daniela Porro ed è intervenuta nella sezione Trasformare l’esistente: regole, investimenti e nuove strategie per il patrimonio costruito. “Roma — ha spiegato Alessandra Fassio — ha una caratteristica che poche città al mondo hanno. In molte capitali il patrimonio è concentrato in pochi elementi. A Roma è pervasivo. Si trova dal centro alle periferie, alle periferie ulteriori, fino alle campagne. Questa diffusione dipende dalla storia, ma anche dalla struttura del paesaggio. Il Tevere non ha generato soltanto la città: ha generato il territorio. Il patrimonio diffuso di Roma è il risultato di questa geografia. Questo ci dice una cosa precisa sul riuso adattivo. Riusare una rovina romana in periferia non significa soltanto restaurarla. Significa costruire un percorso di valorizzazione, un racconto, un collegamento con le attività e con le persone che abitano quel territorio. Quando questo accade, il luogo diventa il riferimento di un’area urbana molto più vasta. E la città estende l’attenzione e gli investimenti oltre il centro storico e favorisce riconnessioni urbane e sociali nei territori”.