Piazza Navona, primo giorno d’estate… un giorno simbolico per valicare la soglia della chiesa di Sant’Agnese in Agone e scoprire i segreti dell’architettura di Francesco Borromini, ma anche le scoperte storiche riemerse grazie all’intervento di restauro curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma e coordinato dall’architetto Alessandra Fassio. È stata proprio la responsabile del progetto a guidarci tra le emozionanti vicende del cantiere affiancata dallo staff di restauratori: per iniziare un percorso a ritroso nel tempo fino alla cripta dove si leggono ancora le strutture dello stadio di Domiziano e tornano a intravedersi antichi affreschi ritenuti perduti per sempre oltre agli adattamenti ideati da Borromini. Attraverso la scala di cantiere si sale, non senza fatica, fino alla sommità della volta del transetto riccamente adornata di foglia d’oro per osservare da vicino la pazienza e la dedizione degli specialisti al lavoro. Nella chiesa eccezionalmente vuota di visitatori e fedeli, sembra più facile percepire l’arditezza dell’impianto architettonico che gioca con i volumi, le forme, gli adeguamenti e gli spazi disponibili. Ma la visita non è ancora finita, c’è un’occasione unica: il montacarichi innalza addetti ai lavori e non solo nel punto più alto della facciata da cui si può volare con lo sguardo su piazza Navona, osservare tutti i campanili e le cupole di Campo Marzio, vedere alla stessa altezza la lanterna di Sant’Ivo alla Sapienza e immaginare Borromini sfidare se stesso.